Rosselli 77

Indirizzo: Via Ivrea, 111 – 10082 Cuorgnè (TO) – Canavese

Il cuoco antiquario

Recensione di Alessia Brescia Food Expert

Ci sono ristoranti che non si trovano, si incontrano. Rosselli 77 è uno di questi.
La Stampa lo raccontava così: “Entrate in questo ristorante in una villetta poco fuori Cuorgnè e vi sembrerà ritrovarvi in una casa privata“. Era il titolo più azzeccato possibile: Il cuoco antiquario e la dolcezza dentro la burnìa . (La burnìa, in piemontese, è il vasetto di vetro.)Ci sono luoghi che non si trovano, si incontrano. Rosselli 77 è uno di questi. Non ha insegne luminose, non ha menù fuori dalla porta. Ha una via di provincia, una facciata discreta e una porta che, quando si apre, ti porta da un’altra parte. Non in un ristorante. A casa.
La casa è quella di Ivano . Lui, oste, antiquario, affabulatore, oste d’altri tempi nel senso più nobile del termine.  Attorno, non solo tavoli apparecchiati, ma stanze vissute. Mobili antichi veri, quadri, ceramiche, una collezione di oggetti messi lì in una vita di ricerca. La luce è bassa, i tavoli sono pochi, il tempo rallenta di colpo.

 

Da Rosselli non si ordina. Ci si affida. È questo il primo atto di fiducia che ti viene chiesto e che cambia tutto il pranzo. Ivano arriva, ti guarda, capisce chi sei e inizia il rito. Tre bicchieri diversi davanti a te, poi sparisce in cantina e torna con i suoi sottaceti, con una conserva, con la bottiglia che secondo lui oggi deve essere bevuta. Racconta, provoca, diverte. Ti educa senza che tu te ne accorga.
Il menù è stagionale, semplice e di grande sostanza: a tre antipasti seguono uno o due primi un secondo e il dolce, anche se i formaggi sono una delizia, che l’oste seleziona personalmente e vanno provati.

 

 

 

Ci sono poi i primi, spesso fatti in casa con ragù di cortile o i risotti.
In tavola arriva quello che la stagione ha portato la mattina. Cucina piemontese di memoria, ma viva. Un flan di verdure al lait brusc, la panna cotta al gorgonzola che qui è un manifesto, le lumache al verde che sanno di prato bagnato, i capunet che profumano d’inverno. Poi un primo senza effetti speciali, un secondo di quelli lunghi, il salame cotto al vino che arriva fumante. E per chiudere una frittella, un bonet fatto come si deve, i formaggi con le mostarde di casa.
Mangi bene, anzi benissimo. Assaggi davvero, non mangi di fretta. Bevi eccellenze, perché la carta dei vini di Ivano è un’altra collezione personale, fatta di piccole cantine e bottiglie scelte una per una. E soprattutto ti diverti. Ridi, ascolti storie, stai bene.
Poi arriva il conto e rimani sorpreso. Sorpreso perché è troppo poco…poi ve lo dirò in confidenza…
È lì che capisci lo scarto tra quello che hai vissuto e quello che ti viene chiesto. Per un percorso così, per quella qualità, per quel vino, per due ore di teatro e accoglienza vera, ti aspetteresti il triplo. Invece no. Rosselli 77 è rimasto volutamente fuori dal mercato, dalle logiche del prezzo che fa il posto. Ha scelto di essere un luogo per pochi, aperto solo a pranzo dal martedì al venerdì, solo su prenotazione, proprio per poter restare se stesso.
Si esce con quella sensazione rara di aver partecipato a qualcosa che credevamo perduto. Ivano ti saluta sulla porta come un vecchio amico. E in macchina, l’unico pensiero è quando tornare, prima che cambi idea e alzi i prezzi.

 

Ivano Trucano ,Alessia Brescia

Con Ivano alla fine del pranzo.

Non è la solita foto con un ristoratore, è la foto con un oste che ti ha appena regalato qualcosa di suo, qualcosa di intimo, la sua conoscenza, la sua passione, la sua semplicità…e quando ti saluta sulla porta,hai davvero la sensazione che gli mancherai.
Da ristoratrice quale sono amo le cose genuine, semplici,con un tocco di fantasia nel comporre il piatto e farlo sembrare nella sua semplicità la cosa più bella del modo, quando ci si mette il cuore si sente al palato.

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